La Regolarità

E’ questo un argomento “antipatico”, forse perché richiama un’aridità formale, fredda, burocratica, o forse perché richiama l’idea di una distinzione in un ambito in cui dovrebbe regnare l’uguaglianza, figlia dell’universalità, caratteristica fondante della massoneria, quale “Centro d’unione, e il mezzo per conciliare sincera amicizia fra persone che sarebbero rimaste perpetuamente distanti ”, come recita il primo articolo degli Antichi Doveri contenuti nelle Costituzioni di Anderson. In realtà il problema della regolarità, da decenni croce e delizia della massoneria universale, non attiene tanto ad un rito ma ad una obbedienza massonica. In questa sede, almeno per una visione d’insieme non si può evitare di citare qualche cenno sulla “regolarità” massonica. La Gran Loggia Unita di Inghilterra, costituita nel 1813, si é autoinvestita dell’autorità di “Madre del mondo”, richiamandosi alla fondazione della Gran Loggia di Londra e Westminster del 1717, dalla quale differisce sia amministrativamente sia teoreticamente. Di conseguenza, si é arrogata il diritto di valutare, secondo personali criteri, le comunioni straniere che sono “regolari” da quelle che non lo sono. I criteri richiamati sono quelli consacrati nella Carta dei principi fondamentali del 1929, che alla fine dei conti sono sostanzialmente due, l’obbligo della credenza in un Essere Supremo e l’esclusione delle donne. Ma tali principi, che sono diventati dogmi intoccabili secondo l’interpretazione inglese, non si riscontrano chiaramente nelle Costituzioni di Anderson, testo fondamentale ed ineludibile della massoneria moderna, che va studiato ed interpretato non alla lettera, alla maniera dei fondamentalisti, ma con attenta considerazione delle condizioni del periodo storico e della cultura del luogo in cui sono state elaborate. Poiché l’esperienza massonica si basa sull’esigenza di ricerca, al fine di conseguire uno stato di libertà assoluta di coscienza, il Grande Oriente di Francia ed il Grande Oriente del Belgio furono i primi nel 1877 a sottolineare il rispetto di questa libertà, che non poteva essere sottoposta a limiti, con l’abolizione dell’obbligo della credenza nell’Essere Supremo, che non significa professione di ateità, ma rispetto verso tutte le professioni di fede, compresa ovviamente quella della non credenza. A seguito di ciò l’obbedienza “Madre del Mondo” dichiarò le predette obbedienze continentali “irregolari.” Nel 1921 a Losanna un’assemblea di varie comunioni massoniche costituì la Federazione Massonica Internazionale, che dopo poco muterà nome in Associazione Massonica Internazionale (A.M.I.), organo di collegamento tra le varie obbedienze, che avevano così creato un organo collegiale sovranazionale cui riferirsi sia per la garanzia di legittimità, sia per collegamento di fratellanza sia per rappresentatività esterna. Tale consesso proclamò la massoneria una

Istituzione tradizionale, filantropica e progressiva, basata sull’accettazione del principio che tutti gli uomini sono fratelli, ha per oggetto la ricerca della verità, lo studio e la pratica della morale e della solidarietà. Lavora al miglioramento materiale e morale così come al perfezionamento intellettuale e sociale dell’Umanità. Ha per principi la tolleranza di coscienza. Ha per dovere l’estendere ad ogni membro dell’Umanità i legami fraterni che uniscono i Massoni sulla faccia della terra”.

Alla Madre del Mondo non poteva andar bene una soluzione paritaria. Lo spirito imperialista inglese si evidenziò esplicitamente nel 1929 quando pubblicò i Principi fondamentali per il riconoscimento di una Gran Loggia, che un grande illuminato nostrano degli scorsi anni Sessanta ebbe a tradurre con principi “basici”. In questo documento, composto da otto punti, emergeva un codice di comportamento nei riguardi di chi voleva entrare nel circuito anglo-americano, che veniva in pratica lasciato alla discrezione degli inglesi, stabilendo non di rado, due pesi e due misure, a seconda delle convenienze del momento. Dopo la tempesta dei totalitarismi e della seconda guerra mondiale, che aveva spazzato via anche l’A.M.I., le massonerie liberali o adogmatiche si costituirono nel 1961 in un organismo internazionale, il Centre de liaison et d’information des puissances maçonniques signataires de l’appel de Strasbourg (Centro di collegamento ed informazione delle potenze massoniche firmatarie dell’appello di Strasburgo), noto col suo acronimo CLIPSAS. Da allora si sono moltiplicati gli organismi massonici sovranazionali di rappresentanza, mentre la Madre del mondo, per non rischiare di offuscare la sua primazia, ha finora inibito ogni tentativo delle massonerie europee di costituirsi in giuridica rappresentanza per dare un contributo all’Unione Europea, come invece fa il CLIPSAS. In conclusione, la questione della regolarità massonica attiene alla sfera politica delle relazioni massoniche, non certo a quella tradizionale o iniziatica. Attualmente, si fronteggiano le due visioni dell’esperienza massonica: quella liberale che vede come punto di riferimento il Grande Oriente di Francia, che negli ultimi dieci anni ha visto crescere le proprie adesioni, ed ha aperto i suoi templi alle donne; quella regolare, portata dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra, che nello stesso periodo ha subito una contrazione dei propri aderenti sia in Inghilterra, attualmente circa 120.000, che soprattutto negli Stati Uniti d’America, che dai 5.000.000 degli anni Cinquanta del secolo scorso sono attualmente attivi circa 200.000.

F. G.