E’ noto che la concettualizzazione dell’esperienza massonica venne progressivamente sistematizzata in Gran Bretagna alla fine del XVII secolo. A quell’epoca non si poteva immaginare che la vita non fosse una creazione divina. Naturalmente, l’appartenenza massonica implicava che la simbologia rituale facesse riferimento alla divinità, racchiudendola nell’espressione formale del “Grande Architetto dell’Universo”, che all’inizio tale vincolo di credenza esigeva l’obbligatorietà da tutti i massoni.

La fede in Dio era naturalmente accompagnata dalla dicotomia Bene-Male, Paradiso-Inferno, e siccome c’era vita sulla terra, doveva necessariamente esserci anche una vita extraterrestre. Con questo spirito sono stati concepiti i rituali massonici che si usano attualmente. Per mezzo dei simboli, che consentono interpretazioni personali, questi rituali persistono nonostante l’evoluzione del pensiero umano.
Nel contesto delle guerre di religione in Inghilterra, l’esperienza massonica ha l’originalità di propugnare il pacifismo. L’ateismo fa la sua comparsa nel XVII secolo, propugnando la perversità del fatto religioso, la glorificazione della Natura, l’onnipresenza della sofferenza ritenuta incompatibile con l’esistenza di un Dio buono e giusto. Nel XVIII secolo di diffusero i concetti di Umanità e dei Diritti Umani. I riti massonici si riferiscono alla divinità del Grande Architetto dell’Universo (e talvolta dei Mondi): il massone deve trovare il suo posto nel ruolo di “ricercatore” che potendo sperare di essere un “servo”!
Nell’esplosione delle rivendicazioni sociali del XIX secolo, emerse nella dialettica di loggia la questione come considerare dell’ateismo in riferimento alla libertà di coscienza. Il Grande Oriente del Belgio fu la prima obbedienza nel 1872 a rimuovere il riferimento al Grande Architetto dell’Universo. Le fece seguito il Grande Oriente di Francia del 1877, eliminando l’“obbligo” della fede in Dio e l’uso del riferimento a GADU. C’è da precisare che tale rivoluzione riguardava però solo gli organi assembleari del Grande Oriente di Francia, in quanto i corpi rituali ne erano esentatati, e alle logge dell’Ordine era riconosciuta la facoltà mantenere o meno il riferimento al GADU. Appare così un nuovo modo di vivere il proprio ateismo, in quanto l’indifferenza permette agli atei di poter aderire a riti fondamentalmente deisti.

Bisogna aspettare fino al XX secolo per assistere alla comparsa di ulteriori elementi nell’ateismo. L’anticlericalismo, la glorificazione della Natura e l’incomprensione della sofferenza subita dalle persone non sono più in prima linea. Le scoperte sul cervello portano a considerare che il pensiero umano dipende dall’attività biologica del cervello, e, di conseguenza, il pensiero religioso dipende da questa stessa attività cerebrale; inoltre, la caratteristica del pensiero umano è la sua capacità immaginativa, di cui il pensiero religioso ne è una delle più importanti manifestazioni. L’ateismo diventa così una semplice constatazione della dipendenza biologica del pensiero umano. Se l’attività biologica del cervello condiziona il pensiero umano, si può facilmente dedurre che senza attività biologica non esiste più pensiero, e quindi nemmeno credenze!
Questa conoscenza scientifica non ha impedito alle religioni di comportarsi sempre bene. Con la nascita di nuovi equilibri tra Stato e società nei principali paesi europei, la religione si è rafforzata nella sua posizione all’interno della società civile; la conoscenza scientifica non ha interrotto i rapporti tra credenti e non credenti, come se fosse stato siglato un patto di non aggressione. Ma ciò che è valido in Europa non è altrettanto valido in molti Paesi del resto del mondo dove il potere religioso resta strettamente legato al potere statale e dove gli atei subiscono una repressione spietata. Nonostante tutto, la pratica massonica non si è evoluta molto e tutto avviene come se fosse un argomento da non approfondire troppo, tutti concordi nel dire che la libertà di interpretare le parole a propria discrezione ha permesso di utilizzare queste stesse parole senza aderire per forza al significato originario loro attribuito.
Oggi, solo alcune logge del Grande Oriente di Francia decidono di non imporre un riferimento deista formale nei loro lavori. Questa nuova libertà conserva la leggenda di Hiram di terzo grado, lasciando a ciascuno la libertà di interpretarla.
Bisognerà aspettare ancora molto tempo prima che tutte le logge massoniche adottino un approccio completamente tollerante nei confronti degli atei.
effegi