Massoneria e Royal Society

   Il dibattito sulle origini della Massoneria speculativa accompagna da lungo tempo la riflessione storica e iniziatica dell’Ordine, producendo finora circa una dozzina di tesi sulla sua origine. Le ricerche condotte nel corso del XX e XXI secolo consentono oggi di superare interpretazioni semplificate, sia di carattere leggendario sia riduttivamente sociologico, restituendo un quadro più articolato e coerente con le fonti documentarie.

   In questa prospettiva, il rapporto tra la nascente Massoneria moderna e la Royal Society of London appare come uno degli elementi centrali per comprendere la genesi dell’Ordine così come esso si manifesta a partire dal primo Settecento.

  Le logge operative medievali erano strutture professionali destinate all’organizzazione del lavoro e alla trasmissione delle competenze tecniche dei mestieri edilizi. Esse possedevano un codice morale e rituale funzionale alla vita di cantiere, ma non perseguivano finalità filosofiche o speculative in senso moderno.

   Tra la fine del XVI e il XVII secolo, in particolare in Scozia, si osserva un fenomeno documentato di progressiva ammissione di membri non operativi nelle logge. Questi “muratori accettati” appartenevano a contesti sociali, culturali e politici diversi e contribuirono a una trasformazione graduale della funzione della loggia, che da luogo di lavoro divenne spazio simbolico di riflessione e confronto. Questo passaggio rappresenta una fase essenziale nella nascita della Massoneria speculativa.

   Tra le figure storiche più significative di questo periodo di transizione si colloca Sir Robert Moray. Massone accettato in una loggia scozzese nel 1641, Moray fu uomo di scienza, diplomatico e membro fondatore della Royal Society. La sua importanza risiede nella funzione di collegamento che egli esercitò tra ambienti apparentemente distinti: le logge scozzesi, i circoli scientifici londinesi, le correnti ermetiche e rosacrociane, nonché gli ambienti politici legati alla Restaurazione. Moray rappresenta uno dei primi esempi documentati di Massone che concepisce l’appartenenza all’Ordine come parte integrante di un percorso intellettuale e morale consapevole.

   Fondata nel 1660, la Royal Society nasce in un contesto segnato da profonde fratture religiose e politiche. Il suo progetto si fonda su alcuni principi destinati ad avere una notevole influenza sulla cultura europea: centralità dell’osservazione e dell’esperienza, rifiuto del dogmatismo, apertura al confronto tra uomini di diverse confessioni e orientamenti. Come affermato dai suoi primi storici, la Royal Society non intendeva promuovere una filosofia nazionale o confessionale, ma una filosofia dell’umanità, orientata alla comprensione razionale del mondo naturale. Tali principi troveranno una sorprendente consonanza con l’etica e il metodo della Massoneria speculativa nascente.

   Isaac Newton non risulta documentato come massone, ma il suo pensiero esercitò un’influenza profonda sull’ambiente culturale in cui la Massoneria moderna si sviluppò. Presidente della Royal Society per oltre vent’anni, Newton incarnò una concezione del sapere fondata sulla ricerca, sulla prudenza epistemologica e su una religiosità non dogmatica. Le sue riflessioni scientifiche, teologiche e simboliche contribuirono a creare un clima favorevole all’elaborazione di una visione del mondo in cui la ragione, l’etica e la spiritualità potevano coesistere senza conflitto.

   Figura centrale nella strutturazione della Massoneria moderna è John-Théophile Désaguliers, membro eminente della Royal Society, discepolo di Newton e pastore anglicano di origine ugonotta. A partire dal secondo decennio del XVIII secolo, egli svolse un ruolo determinante nell’organizzazione della Gran Loggia di Londra e nella definizione della sua identità. Sotto la sua influenza, la Massoneria assunse una funzione di mediazione sociale e culturale, capace di accogliere uomini di diversa estrazione, promuovendo valori di tolleranza, moralità e progresso civile.

   Le Costituzioni di Anderson del 1723 rappresentano un momento fondativo della Massoneria speculativa. Il loro impianto riflette un approccio metodico e razionale, ispirato al clima intellettuale della Royal Society e al pensiero scientifico dell’epoca. La definizione di una “religione su cui tutti gli uomini sono d’accordo” non va intesa come un sincretismo confessionale, ma come affermazione di un principio etico universale, volto a garantire la convivenza e il dialogo all’interno dell’Ordine.

   La Massoneria moderna non nasce come derivazione diretta delle corporazioni operative né come semplice prodotto della sociabilità settecentesca. Essa si configura piuttosto come una creazione originale, maturata all’incrocio tra le tradizioni simboliche delle logge scozzesi, il metodo razionale della Royal Society e le esigenze politiche e morali di una società in trasformazione. Comprendere questo processo consente di cogliere la specificità dell’Ordine: uno spazio di ricerca, di formazione e di dialogo, fondato non sul dogma, ma sul metodo, sulla tolleranza e sulla responsabilità individuale. È in questa eredità che la Massoneria contemporanea può riconoscere una parte essenziale della propria identità storica e istituzionale.

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Massoneria di Rito Francese
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